AUGURI 2012
Di seguito la recensione della mia poesia “Il Maestro del Lavoroâ€, riportata sul numero 2/2011 (aprile/giugno) della rivista “Il Magistero del Lavoroâ€:

Ho cercato dentro di me di analizzare il senso e il significato del primo maggio nel 150° dell’unità d’Italia, cercando di separare, non senza una grande difficoltà la grande gioia e l’orgoglio di essere tra coloro che stanno vivendo questo anniversario da protagonisti, portando il mio contributo nelle scuole tra i giovani e dando loro, il contributo dei Maestri del Lavoro d’ Italia per una concreta agevolazione al loro inserimento nel mondo del lavoro, e il forte disagio per la mancanza di provvedimenti legislativi che modifichino la insicurezza e precarietà che versano i nostri giovani e nonché i vari distinguo tra le forze sindacali, nonostante i richiami all’unità del nostro Presidente della Repubblica . Eppure in questa nostra società sempre più egoista ed individualista dove la parola d’ordine sembra sia quella di “ tutti contro tutti†pur di raggiungere la sicurezza per se e per la propria famiglia .vi è ancora tempo per un ripensamento ad una inversione di tendenza se per un attimo si riuscirà a far tacere l’egoismo personale , tutti noi e non solo i nostri governanti ci impegnamo a creare con il nostro agire percorsi di solidarietà a favore di coloro che stanno peggio di noi. Eppure saggiamente i nostri padri fondatori nell’indicare nel primo articolo della nostra carta costituzionale che cita:
“ L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO†LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONEâ€
Dando così priorità su tutto al lavoro, sì, quella importantissima missione dove tutti i cittadini sono chiamati a svolgere, che ognuno di noi ha diritto di avere e obbligo di svolgere nel miglior modo possibile, per la crescita della nostra Nazione., mi sorge spontanea la domanda, come si può sperare in una società più gusta, se non si garantisce il primo e più importante diritto che un cittadino possa avere ? Il lavoro!!
Voglio sperare che nel prossimo futuro l’impegno di tutte le forze politiche, sindacali, imprenditoriali artigianali e del mondo rurale, il primario impegno sia quello di creare disponibilità di posti di lavoro stabile e sicuro, e non quella parvenza di occupazione che è quello del lavoro precario e sottopagato, che non assicura futuro ai nostri figli e magari poi si ha anche la presunzione di chiamarli “ bamboccioni †se sono costretti a vivere sino ad età non più giovane che si avvicina sempre più alla maturità sotto il tetto paterno per necessità .
Coraggio cari giovani, se continuerete a combattere cercando il giusto e legittimo inserimento in questa nostra società sono sicuro che troverete la vostra naturale e meritata collocazione per il bene vostro e della nostra cara Italia. Il futuro non può che essere vostro!!!

Celebriamo oggi con vivo sentimento di partecipazione e di gratitudine verso tutti coloro che in questo secolo e mezzo ed anche prima si batterono e si sacrificarono affinché noi posteri potessimo festeggiare oggi 17.3.2011 il 150° anniversario dell’unità della nostra amata patria.
Uniamoci tutti con intimo convincimento nei nostri cuori e nelle nostre menti che solo con una vera e convinta unità i nostri figli potranno avere un futuro.
Vorrei esortare i giovani a fare “coorte†attorno alla nostra bandiera simbolo di unità e di Patria di ogni vero cittadino della Repubblica Italiana, siete voi che dovete costruire giorno per giorno con il vostro agire il vostro futuro partecipando sempre più attivamente alla crescita della nostra Nazione creando una società meno egoista e individualista di quella che attualmente stiamo vivendo. Non vi prenda mai lo scoraggiamento anche nei momenti di difficoltà e di sconforto, così come non persero la volontà di combattere e vincere i nostri padri, valga un esempio per tutti l’eroica impresa dei mille garibaldini che non si spaventarono di affrontare un esercito nemico più numeroso di decine e decine di volte e meglio organizzato e equipaggiato. La ferma e decisa volontà di riuscire abbatte ogni ostacolo. Sia monito e esempio per affrontare le vostre future lotte che la vita vi riserverà . Uniti si vince , senza unità e concordia non vi è futuro. Viva L’unità d’Italia

Sul numero 3 della rivista “Il Magistero del Lavoro†è riportata una recensione della mia ultima raccolta di poesie “la notte”. La propongo qui di seguito ai lettori di questo blog:
LA NOTTE di Elio Confini
Non è nuovo l’impegno di Elio Contini nel settore letterario, sicché non sorprende questa nuova raccolta di composizioni poetiche che l’autore ha intitolato “La notte”. Sono riflessioni di un’anima che osserva, quasi stupito, i segni, spesso altamente significativi, le sensazioni, i ricordi, le proiezioni che sono proprie del momento in cui cala la sera e l’anima sembra svolgere una sorta di introspezione, per trovare il senso delle cose, a volte smarrite, dimenticate, ma sempre vive nella mente che proprio durante la notte riemergono prepotenti e ricche di nuovi significati. (more…)
In seguito alla mia nota sulle problematiche giovanili del 7 dicembre scorso, il bimestrale “Il Magistero del Lavoro†ha pubblicato alcuni interventi, che propongo alla vostra lettura nel file allegato.
La costituzione della REPUBBLICA ITALIANA
sancisce
“la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società .â€
Nobili parole e splendido principio, ma la realtà qual è oggi? Che la sicurezza di un posto di lavoro è sempre più una enorme fortuna quasi come vincere un terno al lotto!
I nostri giovani nonostante abbiano compiuto il loro dovere studiando e conseguendo una specializzazione, un diploma o una laurea vedono come una chimera, un sogno irraggiungibile , il riuscire a trovare un posto di lavoro che permetta loro di potersi costruire una famiglia, affrancandosi una volta per tutte dalla mortificazione del dover essere, loro malgrado dipendenti della loro famiglia di origine, magari essendo poi chiamati “bamboccioniâ€.
Per questo loro stato che vivono e subiscono con grande amarezza e senso di impotenza, occorre a mio avviso porre subito in cantiere provvedimenti urgenti, che permetta loro di soddisfare il loro legittimo interesse di partecipare al progresso della nostra patria dando il loro contributo fattivo e costruttivo al progresso della nostra società .
Non sia permesso che le forze migliori , i cervelli più brillanti debbano essere costretti a rivolgersi all’estero per essere finalmente valorizzate le loro capacità e il loro ingegno.
È proprio questo patrimonio, che sino ad ora ha consentito alla nostra nazione di avere un valore aggiunto nel processo produttivo e nella competitività mondiale, che va salvaguardato.
Nella giornata odierna che celebriamo i nostri migliori concittadini che per laboriosità , attaccamento al lavoro, e capacità innovativa nel loro quotidiano lavoro, decorandoli con la “STELLA AL MERITO DEL LAVORO†e con il titolo di “ MAESTRO DEL LAVORO†indicandoli all’intera nazione quali esempio da imitare, sento il dovere di rivolgere un invito a tutte quelle forze politiche, sindacali, imprenditoriali, amministratori locali, affinché si adoperino a mettere tra i loro obiettivi primari, anzi che sia proprio il primo in elenco, quello di formare delle nuove generazione capaci e ben inserite nel mondo del lavoro, salvaguardando altresì il lavoro di quella moltitudine di genitori che sono costretti a vivere anche essi una situazione di insicurezza e di precarietà .
Sarà forse questo l’impegno che finalmente darà possibilità di sperare ancora in un futuro migliore, ai nostri giovani; e a noi stessi di vivere più serenamente gli anni che ancora ci rimangono da vivere sicuri che i nostri figli potranno finalmente avere un orizzonte più sereno di quello bigio, anzi nero, che attualmente hanno.
M.D.L. ELIO CONTINI
Egregio prof. Celli, ho letto con attenzione la sua lettera , ho meditato a lungo, e in quella sua accorata invocazione a suo figlio ho trovato molto del travaglio che da tempo agita il mio animo.
Si ora che anche la mia esistenza ha virato alla prima Boa della mia vita e mi accingo a compiere l’ultimo rettilineo, tracciando un bilancio di quanto ho potuto contribuire, partecipando con il mio pensiero e il mio agire alla costruzione del futuro per i nostri giovani, sento tutta l’amarezza che sente Lei per l’incerto futuro dei nostri figli.
Già ! Nel voltarmi indietro e ricordando le speranze che abbiamo cullato e le lotte democratiche e non violente combattute per poter costruire un mondo più giusto e equo, dove il merito fosse il parametro principale per la valorizzazione delle capacità per l’inserimento nel mondo del lavoro. Qualcuno dirà , e non a torto erano altri tempi!? Volevamo cambiare il mondo e oggi ci troviamo ad essere una classe di perdenti, si perdenti ! perché non siamo riusciti a cambiare il tessuto sociale nel quale ci siamo adagiati trasportati dal nostro aver raggiunto una posizione che ci permetteva una sicurezza seppur senza agiatezze, ma pur sempre sicurezza. Si quella sicurezza che i nostri giovani sognano come una oasi nel deserto. Nel tempo sono state inventate tutte le formule possibili per creare precarietà e insicurezza con la falsa convinzione che tanto ci saremmo stati noi a tutelare i bisogni dei nostri figli. E loro, nella maggior parte, salvo alcune eccezioni illuminate ,si sono adagiati in questo effimero e troppo facile ricevere soddisfacimento dei loro bisogni . Questa situazione ha fatto mancare nei giovani la sana voglia di combattere per il raggiungimento dei loro obiettivi.
Ebbene il mio modo di vedere è questo, “cari giovani, non delegate a nessuno il vostro futuro, organizzatevi, combattete per una società diversa sapendo che tanto nessuno vi darà niente di più di quello che vi conquistate†, sta anche a voi non cercare scorciatoie politiche o nepotistiche perché non sarebbe onesto e quella meta raggiunta seppur comoda vi rimarrà nel fondo della vostra coscienza ingiusta e poco gratificante.
Si ,non condivido il suo appello a suo figlio esortandolo ad andare all’Estero a trovare una terra più giusta e imparziale. A mio avviso più giusto sarebbe esortarlo a combattere unitamente agli altri giovani per la costruzione di una società diversa da quella che egoistica e individualista che attualmente viviamo! Sarebbe una soluzione fin troppo facile dato il suo censo, e gli altri???. Quelli che non avrebbero neanche la possibilità di espatriare perché non saprebbero dove andare perché privi di mezzi di sostentamento in attesa di trovare un lavoro che diventa sempre più difficile trovare?
Articolo pubblicato sulla rivista “Il Magistero del Lavoro” n. 1, marzo 2010
Mi è gradito porre alla vostra attenzione la mia lettera, pubblicata sull’UNIONE SARDA del 13.03.2008, che qui di seguito riporto integralmente:
Il maestro del lavoro: valorizziamo i giovani secondo giustizia
IMPRENDITORI,USCIERI O ALTRO PURCHÉ IL MERITO SIA PREMIATO
I giovani sardi vogliono diventare imprenditori o uscieri? Mi sia consentito partecipare a questo interessante dibattito proponendo la mia terza via. Non ritengo infatti che sia necessario lanciare un messaggio con una così netta alternativa.
Una sana impresa deve ben amalgamare i vari fattori produttivi quali il capitale ( e questo o lo hai o ti devono aiutare ad averlo) il macchinario, e la manodopera. Da ciò si evince che è totalmente sbagliato un futuro dei nostri giovani da imprenditori o da commessi! Occorre a mio avviso valorizzare le potenzialità dei nostri ragazzi, tenendo presente l’indirizzo per il quale hanno studiato. Con quel bagaglio si aspettano che il mondo del lavoro dia loro la possibilità di mettere in pratica ciò per il quale hanno faticato per lunghi anni. Non si tratta quindi di ipotizzare un futuro fatto solo di imprenditori oppure uno fatto di soli commessi perchè altrimenti qualcuno mi dovrebbe spiegare perchè alcuni dovrebbero fare gli imprenditori se non hanno mercato; o per chi dovrebbero lavorare i commessi se non vi sono dirigenti.
Mi sembra più importante sottolineare che i giovani devono essere valorizzati per i loro meriti, creando così i presupposti per un ordinato e organico mercato del lavoro, dove ognuno possa trovare il giusto posto e la giusta collocazione, secondo le proprie capacità e nel ramo per il quale si è specializzato, senza limitazione alcuna delle proprie scelte.
L’unica programmazione che ritengo necessaria è quella del legislatore, il quale dovrebbe regolamentare il mercato del lavoro. Eliminando il malvezzo di dare occupazione - a prescindere dalle loro capacità o incapacità - solo ai figli dei soliti noti o a coloro che si presentano con la solita frase ormai diventata sinonimo del malcostume ” mi manda picone “. E’ questo il mondo che i nostri giovani attendono. E sarebbe un mondo nè di destra, nè di centro, nè di sinistra. Sarebbe un mondo giusto e basta.ELIO CONTINI
Maestro del Lavoro
Quartu Sant’ElenaImprenditori o uscieri? è ovviamente una provocazione. Significa: volete crearvi un lavoro, o aspettate che qualcuno lo faccia per voi? Qualunque sia la risposta, il lettore suggerisce che c’è a monte una mancanza di giustizia che impedisce ai giovani di trasformare in realtà le proprie aspirazioni: in effetti. un’iniezione di meritocrazia sarebbe una rivoluzione nel Paese che premia i figli, i sodali,i compagni di partito e i fratelli di loggia. E lascia fuggire i cervelli. Grazie per l’ulteriore spunto di discussione, attendiamo le reazioni e le esperienze dei lettori (d.p.)
Mi è gradito porre alla vostra attenzione la mia lettera, pubblicata sull’UNIONE SARDA del 23.11.2007, che quì di seguito riporto integralmente:
Lettera di un maestro del lavoro a un “bamboccione forzato”
CARO DISOCCUPATO, NON MOLLARE
LOTTANDO RIUSCIRAI A FARTI STRADACaro giovane disoccupato, permettimi di esprimerti la più sincera solidarietà . Qualunque titolo di studio tu abbia, ovunque tu viva in Italia, la musica non cambia: i tuoi meriti e la tua voglia di migliorare non servono. Ti chiamano bamboccione, scansafatiche, mangia pane a tradimento. Vivi a carico dei genitori, ma nessuno ha mai preso in esame il tuo disagio nel sentirti sempre più inutile in una società che non ti considera perchè non puoi spendere. Che non considera il tuo desiderio di essere indipendente e formarti una famiglia. Eppure tu non hai niente da rimproverarti.Hai studiato, hai meritato il massimo dei voti o hai appreso un professione con capacità e sacrifici. Ma ora constati con rabbia che il futuro pare vincolato alla aleatoria fortuna della conoscenza giusta o dell’apparire. Caro giovane disoccupato, in questa società tutto è effimero. Ma permettimi a 62 anni di incitarti ai valori nei quali ho sempre creduto e ho allevato i miei figli. Ho avuto la soddisfazione di essere decorato con la stella al merito del lavoro e nominato maestro del lavoro della nostra Repubblica. Ora ti esorto andare avanti e a non demoralizzarti con una buona dose di fiducia in te stesso e di caparbietà prima o poi riuscirai a far riconoscere i tuoi meriti.Ricordati però di lottare perchè i tuoi diritti vengano riconosciuti magari aggregandoti con i tuoi coetanei e non delegando il tuo futuro a incantatori che suonano il loro flauto magico promettendoti improbabili paradisi o facili successi. Come canta Eros Ramazzotti: “nessuno mai ti da di più”. Lotta ogni giorno per l’affermazione dei tuoi diritti, per un mondo più giusto e solidale. Non sei solo nè invisibile: molti tuoi coetanei ti saranno vicini in questa santa lotta per l’affermazione della tua dignità . E poi, quale genitore non sarebbe dalla parte dei propri figli? Coraggio, il futuro sarà tuo.
Elio Contini - Quartu Sant’Elena
Farsi strada nella vita con le proprie capacità non è mai stato facile:Forse la differenza è che per secoli ha regnato la retorica (consolatoria) della fatica; invece oggi i ragazzi crescono bombardati da immagini stereotipe del successo raggiunto, mentre si tace sui sacrifici che questo comporta. Lei parla con la saggezza dell’esperienza e l’affetto del padre. Molti si uniranno volentieri alle sue esortazioni e ai suoi auguri. Forza ragazzi!! DANIELA PINNA
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